di Federica Varone e Erica F. Poli

L’INTERVENTO ARTETERAPEUTICO

Creare arte, visualizzarla, e parlarne fornisce  alle persone l’opportunità di  far fronte a conflitti emotivi, aumentare la consapevolezza di sé ed esprimere le preoccupazioni inespresse e spesso inconscie della loro malattia.

Federica Varone utilizza immagini, simboli visivi, disegni e sculture, unite alla lettura e alla comprensione del comportamento artistico della persona, per aiutare i pazienti ad affrontare le loro preoccupazioni e conflitti personali.

Erica F. Poli sposa a questo lavoro l’elaborazione psicologica non solo attraverso le parole e la discussione di gruppo ma anche con l’utilizzo di tecniche esperienziali di lavoro emotivo e mindfulness.

Questo tipo di terapia può aiutare a esprimere sentimenti sul cancro attraverso l’arte e discutere le emozioni e le preoccupazioni in relazione ad esso.

L’intervento proposto è quindi una terapia davvero corpo-mente.

La European Cancer Society afferma che nonostante la arteterapia non sia stata sottoposta a un rigoroso studio scientifico, tuttavia l’osservazione sul campo di molti medici ha documentato vantaggi significativi tra le persone che vi hanno partecipato.

I vantaggi spaziano dal semplice effetto che pensare e fare arte può avere nel distrarre dal concentrarsi su pensieri di dolore e di ansia all’espressione delle emozioni nascoste, la riduzione dello stress e la promozione di un senso di libertà.

Molti terapeuti  ritengono che questo tipo di terapia operi influenzando il pattern delle onde cerebrali e le sostanze rilasciate dal cervello.

La creazione di arte con un arte terapeuta aiuta a esprimere pensieri o ricordi dolorosi, anche correlati alla diagnosi di cancro. Questo può, a sua volta, aiutare a far fronte alle difficoltà della diagnosi. Nella terapia convenzionale della salute mentale, la gente parla con un consulente in un setting piuttosto rigido. In questo caso nel setting fluido dell’arte è possibile incontrare il medico psicoterapeuta e parlare di esperienze traumatiche o dolorose che possono essere nascoste nel subconscio, il che e’ una parte importante del processo di guarigione o di miglioramento. Allo stesso modo, la creazione di un disegno o un dipinto di un’emozione o di un evento può servire come uno strumento che aiuta l’espressione verbale del sentire.

L’INTERVENTO DANZATERAPEUTICO

La Danza terapia si avvale del movimento per migliorare il benessere mentale e fisico. Si tratta di una forma riconosciuta di terapia complementare utilizzata negli ospedali e in molti centri oncologici clinici.

Diversi reports clinici suggeriscono che la danza aiuta le persone a:

  • sviluppare un’immagine positiva del corpo
  • migliorare il concetto di sé e l’autostima
  • ridurre lo stress, ansia e depressione
  • diminuire l’isolamento, il dolore cronico, e la tensione del corpo
  • aumentare la capacità di comunicazione
  • favorire un senso di benessere

Per alcuni pazienti affetti da tumore, la danza terapia è anche una forma efficace di esercizio.  I benefici fisici della danza terapia come esercizio fisico sono ben documentati. Sappiamo ormai che l’attività fisica aumenta le endorfine e la secrezione di diversi neurotrasmettitori che contribuiscono al benessere globale della persona. E un movimento totale del corpo come la danza migliora le funzioni di molti sistemi fisiologici, come ad esempio quello circolatorio, respiratorio, scheletrico, muscolare.

Non sono noti effetti collaterali negativi della danzaterapia.

Come anche per l’intervento arteterapeutico i profondi risvolti simbolici ed emotivi del movimento danzato vengono esplorati da Federica ed Erica congiuntamente con strumenti verbali ed immaginativi.

LE TECNICHE IMMAGINATIVE

Si tratta di esercizi mentali progettati per favorire il contatto con l’inconscio e stimolare la mente nell’ influenzare la resilienza allo stress e il benessere globale. Queste tecniche di visualizzazione, mindfulness, meditazione statica e dinamica, autoipnosi e bilanciamento emozionale, riducono lo stress, l’ansia e la depressione, oltre a gestire il dolore, e aiutare anche nella gestione di alcuni effetti collaterali della chemioterapia, come la nausea e il vomito; possono influenzare anche il peso corporeo e la pressione sanguigna.

Gli studi di Simonton, Perlmutter e Kabat Zinn indicano fortemente i benefici di tutte queste tecniche che agiscono potenziando i circuiti limbico-corticali e la corteccia prefrontale in particolare.

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