Le emozioni: trait d’union nell’interazione mente-corpo

L’emozione si può definire come una reazione avente valore adattivo e comunicativo (media il rapporto che il soggetto ha con il proprio ambiente fisico e sociale), è determinata da esperienze piacevoli o spiacevoli, esterne o interne, ed è caratterizzata da peculiari reazioni somatiche e da determinate qualità affettive.

Le emozioni sono quindi il prodotto dell’interazione tra modificazioni neurofisiologiche e processi psicologici, e danno origine a comportamenti; sono fenomeni fisiologici, con precisi substrati neurobiologici e specifici pattern di espressione somatica.

L’emozione può essere intesa anche come un’alterazione dello stato d’integrazione, come una reazione dalla natura fluida e dinamica, mutevole e attiva (“e-mozione”, D.J. Siegel, 2011).

Oggi disponiamo di molte conoscenze relative ai correlati biochimici, ormonali, immunitari delle emozioni, il che ha permesso di comprendere come queste siano un ponte tra la vita psichica e somatica, un vero e proprio sistema di integrazione della biografia con la biologia. Le emozioni possono quindi essere definite come un fattore psiconeuroendocrinoimmunologico.

Uno dei temi a cui la medicina moderna rivolge particolare attenzione sono proprio le emozioni e le modalità con le quali il soggetto le vive e regola.

In ambito di ricerca, molti studi hanno evidenziato come le differenti e specifiche emozioni presentino corrispondenti e differenti pattern specifici, sia sul piano neurobiologico che di manifestazione somatica. Per esempio, le ricerche termografiche e gli studi osservazionali hanno fornito evidenze a favore di una precisa correlazione tra emozioni e vie di scarico somatico (muscolatura striata, muscolatura liscia, alterazione cognitivo-percettiva, conversione motoria).

La conoscenza odierna relativa ai meccanismi tramite i quali l’evitamento o la repressione di emozioni agisce come fattore concausale, predisponente o cronicizzante condizioni somatiche patologiche, permette al medico di individuare precocemente e di gestire i processi emozionali nel paziente.

Come conseguenza, il riconoscimento precoce e la gestione dei fattori emotivi che il paziente presenta come irrisolti o repressi si sta sempre di più profilando come una componente di buona pratica medica e addirittura di “prevenzione psiconeuroendocrinoimmunologica”.

 

Perché un “esame obbiettivo emotivo”

L’assessment di fattori emotivi che intercorrono nell’insorgenza e/o nel mantenimento di sintomi risulta, dunque, sempre più utile nella presa in carico di una persona e della sua condizione, di salute (in un’ottica preventiva) così come di disagio.

Infatti, le emozioni sono in grado di produrre effetti sia a livello cerebrale, sia su altri sistemi corporei, come, per esempio, sulla muscolatura liscia del sistema respiratorio e dell’apparato gastroenterico. Quando le emozioni sono esperite in modo conscio, non danno luogo a somatizzazioni, mentre quando sono troppo intense, o conflittuali o inaccettabili, rimangono inconsce. In questo caso, generano ansia e meccanismi di difesa per controllarla, anch’essi al di fuori della consapevolezza conscia. La somatizzazione diviene così un meccanismo di scarico di tale ansia inconscia, che permette di inibire e bloccare le emozioni inaccettabili (p. es. la rabbia).

Le persone tendono spesso a non essere consce che eventuali problemi di somatizzazione sono di origine emotiva e si orientano e focalizzano su sintomi fisici.

Per porre diagnosi di somatizzazione, è necessario “toccare con mano” il problema, proprio come in un esame obbiettivo, e, nello specifico osservando la risposta diretta della persona nel corso di un colloquio focalizzato sule emozioni.

Il metodo adottato per condurre questo colloquio è parte della ISTDP (Intensive Short-Term Dynamic Psychotherapy), tecnica diagnostica e terapeutica che permette di verificare in vivo il ruolo che i fattori emotivi hanno nel quadro sintomatologico di un paziente, con al contempo la possibilità di trattare i suoi disturbi.

 

La psicoterapia dinamica breve intensiva o ISTDP

Si tratta di una forma di psicoterapia breve sviluppata da Habib Davanloo presso la Mc Gill University, attualmente inserita in numerosissimi studi scientifici e programmi terapeutici internazionali, in particolar modo nel mondo anglosassone e americano.  Si tratta di una psicoterapia a oggi empiricamente validata, ovvero basata su evidenze scientifiche di efficacia.

La ISTDP basa la comprensione dei disturbi psichici sulla teoria dell’attaccamento e sulle conseguenze emotive di traumi o interruzioni nei legami con le figure di attaccamento.  Questi eventi causano una cascata di emozioni complesse che il soggetto, e in maggior misura quanto più si tratta di eventi precoci, è costretto a bloccare o evitare.

Quando eventi di vita successivi ai traumi subiti riattivano sentimenti analoghi a quelli provati in precedenza si attivano parallelamente fenomeni di ansia e difese psichiche che conducono all’insorgenza di disturbi in ogni distretto corporeo e psichico come depressione, panico, dipendenze da sostanze, somatizzazioni, problemi interpersonali e  così via.

Il trattamento con ISTDP prevede che il terapeuta, in modo interattivo, aiuti il paziente a prendere contatto con questi processi inconsci e a superare i meccanismi di blocco emotivo, focalizzandosi sui sentimenti che emergono nel qui e ora della seduta e chiarificando insieme al paziente i modi attraverso i quali questi blocca inconsciamente il fluire di ciò che sente.

Così, terapeuta e paziente vivono assieme, momento per momento, il dispiegarsi delle forze emotive che prima erano represse e che, superate le prime fasi di tensione difensiva, schiudono una potente onda di guarigione, che dall’inglese viene chiamata breakthrough. Talvolta è sufficiente il primo breakthrough perché il soggetto avverta già un cambiamento interno e i sintomi si riducano; la maggior parte delle volte sono richiesti più breakthrough perché si instauri un mutamento stabile, ma in ogni caso il processo avviene in tempi decisamente più brevi di quanto accada con psicoterapie “classiche”. Se il paziente mostra una bassa tolleranza all’esposizione emotiva, può rendersi necessario un percorso individuale o di gruppo preparatorio.

Generalmente il percorso ISTDP si caratterizza per la brevità della durata a fronte di risultati di significativa trasformazione che perdurano anche a lungo termine. La ISTDP è un approccio psicoterapeutico che trova applicazione in tutti i disturbi psichici della sfera nevrotica, ma anche nei disturbi di personalità, oltre a essersi rivelata straordinariamente efficace nel trattamento non solo della somatizzazione, ma anche di patologie psicosomatiche come cefalee, emicranie, fibromialgia, ipertensione, colon irritabile, dermatiti da stress e così via.

Le sedute sono organizzate in blocchi di 2 o 3 ore consecutive con cadenza quindicinale o mensile al fine di consentire l’intensificazione e l’approfondimento del lavoro emotivo.

Ludmilla Soresi

 

Alcuni riferimenti:

http://www.ericapoli.it

The Centre for Emotions and Health e ISTDP: https://medicine.dal.ca/departments/department-sites/psychiatry/research/emotions-health/research/publications.html

Poli, E.F. (2014). Anatomia della guarigione. I sette principi della nuova medicina integrata. Anima Edizioni

http://www.goodtherapy.org/blog/self-criticism-smooth-muscle-anxiety-how-istdp-helps-0713165

Fosha, D., Siegel, D.J., Solomon, M.F. (2012). Attraversare le emozioni. Vol. 1: Neuroscienze e psicologia dello sviluppo. Mimesis

 

Assessment del ruolo dei fattori emotivi nell’asma

 

Le emozioni sono il trait d’union nell’interazione mente-corpo:

sono il prodotto dell’interazione tra modificazioni neurofisiologiche e processi psicologici, sono fenomeni fisiologici con precisi substrati neurobiologici e specifici pattern di espressione somatica.

Molti sono gli studi che dimostrano che le emozioni contribuiscono all’insorgenza o all’aggravamento anche di sintomi fisici, agendo nel mantenimento e nella esacerbazione di molte patologie croniche.

Anche nel caso dell’asma, è frequente che si riscontri una componente di tipo emotivo implicata nella genesi o nel mantenimento del disturbo, che può essere efficacemente trattata mediante tecniche di comprovata efficacia, come la ISTDP (Intensive Short Term Dynamic Psychotherapy).


Per chi fosse interessato, esiste la possibilità di partecipare a una seduta di assessment dei fattori emotivi che sono eventualmente correlati al disturbo asmatico.

La seduta di assessment si svolge nell’arco di 2-3 ore e permette di valutare direttamente se sono presenti fattori emotivi che intercorrono nella genesi o nel mantenimento del disturbo asmatico.

Tale seduta di valutazione è utile anche per, eventualmente, escludere che ci siano fattori emotivi correlati a tale disturbo.

Si tratta di un’occasione per partecipare a una valutazione diretta e specifica dei fattori emotivi, che include anche indicazioni e proposte per un eventuale trattamento volto a migliorare il proprio benessere.

Investimento: 200-300 € (in base alla durata di 2 o 3 ore di seduta)

Dove: EFP Group – C.so Vercelli, 56 – Milano

Referente:

Ludmilla Soresi (psicologa)

Contatti tramite EFP Group: Tel. 02 4812808 Email: efpgroup.info@gmail.com

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