Gruppo di elaborazione del lutto

Pubblicato di il Ott 12, 2017 in Articoli download, Psicoterapia | 0 commenti

Gruppo di elaborazione del lutto è una consulenza in gruppo, rivolta ad adulti che si trovano ad elaborare una perdita. È strutturato in 12 incontri, focalizzati e mirati. Gli incontri si svolgono ogni due settimane. Il gruppo è composto da massimo 10 persone. Chi sceglie di iniziare il percorso si impegna a partecipare ai 12 incontri, in modo da garantire la continuità anche con gli altri partecipanti. È previsto un colloquio individuale prima dell’inserimento nel gruppo. Costo: 50€. Conduce: dott.ssa Rossella Greco, psicologa e...

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Gruppo per adolescenti

Pubblicato di il Ott 12, 2017 in Articoli download, Psicoterapia | 0 commenti

Gruppo per adolescenti è un intervento di terapia in gruppo rivolto a ragazzi tra i 17 e i 19 anni. Si svolge ogni due settimane. Ognuno sceglierà un obiettivo di lavoro terapeutico personale e lo realizzerà nel gruppo, attraverso il gruppo. E’ previsto un colloquio individuale prima dell’inserimento nel gruppo, coinvolgendo i genitori, nel caso di minori. Il numero massimo di partecipanti  10. Costo: 50€. Conduce: dott.ssa Rossella Greco, psicologa e...

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Psicoterapia energetica

Pubblicato di il Ago 8, 2013 in Psicoterapia | 0 commenti

La Psicologia Energetica (Energy Psychology – EP), nella sua pratica attualmente più diffusa a livello mondiale, ha coniugato una serie di tecniche psicoterapeutiche con i principi dell’agopuntura e della kinesiologia applicata. A caratterizzare maggiormente la Psicologia Energetica è l’uso di strategie psicologiche e comunicative associate al picchettamento (“tapping” in inglese) di specifici punti dei meridiani (agopuntura senza aghi). Questa combinazione può cambiare rapidamente le emozioni e le sensazioni negative associate a svariati problemi psicologici e psicosomatici, supportando gli auspicati cambiamenti emotivi, cognitivi e comportamentali. Possono essere identificate più di due dozzine di varianti di questa agopuntura psicologica e le più conosciute sono TFT (Thought Field Therapy) di Roger Callahan ed EFT (Emotional Freedom Techniques) di Gary Craig. In Europa si è diffuso in ambito medico-psicologico l’approccio dell’italo-americano Fred. P. Gallo EDxTM (Energy Diagnostic and Treatment Methods). Negli USA, dove è nata ed è sempre più diffusa la Psicologia Energetica, vi sono accese discussioni e controversie all’interno della comunità scientifica e psicologica su questo approccio e sui possibili meccanismi alla base della sua efficacia. Lo scetticismo di gran parte del mondo accademico e scientifico si scontra con l’entusiasmo di numerosi terapeuti dal background più diverso che enfatizzano gli ottimi risultati ottenuti grazie alla Psicologia Energetica. La Dottoressa Poli si è avvicinata alla psicologia energetica animata come sempre dall’instancabile desiderio di aumentare sempre più le tecniche a disposizione dei pazienti che le si rivolgono, convinta che quanto più numerosi sono gli strumenti a disposizione del medico o del terapeuta tanto più è alta la probabilità di personalizzare il trattamento per la singola persona e ottenere risultati migliori, più rapidi e duraturi. La scelta di integrare nella pratica clinica tecniche di confine come quelle della psicologia energetica è stata in ogni caso conseguente alla ricerca di evidenze della validità ed efficacia di tali pratiche. In particolare molto significativo è stato l’incontro nel 2012 con Phil Mollon, padre della Psychoanalytic Energy Psychotherapy PEP, con il quale ha approfondito la sinergia del l’approccio psicoterapeutico di stampo psicoanalitico con le tecniche energetiche soprattutto dellaTFT (Tought Field Therapy) e dell’EFT (Emotional Freedom Technique) oltre che perfezionare ulteriormente l’impiego dell’EMDR integrato con tecniche energetiche nel trattamento del trauma e dell’Emotional Balance appreso con il Dr. Roy Martina. Il principio di base della PEP riguarda il fatto che il distress emozionale non è solo codificato nella psiche ma anche nel corpo, o per meglio dire, nel campo energetico corporeo. Molti pazienti, soprattutto se hanno subito esperienze traumatiche, non possono essere sufficientemente aiutati solo da terapie dialettiche perché la memoria del trauma risiede nel corpo, a quel livello di memoria cellulare e prima ancora energetica che non comprende il linguaggio delle parole. La fisica delle energie sottili e la...

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ISTDP

Pubblicato di il Ago 7, 2013 in In primo piano, Psicoterapia | 0 commenti

La psicoterapia dinamica breve intensiva o ISTDP è una forma di psicoterapia breve sviluppata da Habib Davanloo presso la Mc Gill University , attualmente inserita in numerosissimi studi scientifici e programmi terapeutici internazionali, in particolar modo nel mondo anglosassone ed americano.  Si tratta di una psicoterapia ad oggi empiricamente validata, ovvero basata su evidenze scientifiche di efficacia. La ISTDP basa la comprensione dei disturbi psichici sulla teoria dell’attaccamento e sulle conseguenze emotive di traumi o interruzioni nei legami con le figure di attaccamento.  Questi eventi causano una cascata di emozioni complesse che il soggetto, e in maggior misura quanto più si tratta di eventi precoci, è costretto a bloccare o evitare. Quando eventi di vita successivi ai traumi subiti riattivano sentimenti analoghi a quelli provati in precedenza si attivano parallelamente fenomeni di ansia e difese psichiche che conducono all’insorgenza di disturbi in ogni distretto corporeo e psichico come depressione, panico, dipendenze da sostanze, somatizzazioni, problemi interpersonali e  così via. Il trattamento con ISTDP prevede che il terapeuta in modo interattivo aiuti il paziente a prendere contatto con questi processi inconsci e superare i meccanismi di blocco emotivo, focalizzandosi sui sentimenti che emergono nel qui ed ora della seduta e chiarificando insieme al paziente i modi attraverso i quali questi blocca inconsciamente il fluire di ciò che sente. Così terapeuta e paziente vivono assieme, momento per momento, il dispiegarsi delle forze emotive che prima erano represse e che superate le prime fasi di tensione difensiva, schiudono una potente onda di guarigione, che dall’inglese viene chiamata “breakthrough”. Talvolta è sufficiente il primo breakthrough perchè il soggetto avverta già un cambiamento interno e i sintomi si riducano, la maggior parte delle volte sono richiesti più breakthroughs perchè si instauri un mutamento stabile, ma in ogni caso il processo avviene in tempi decisamente più brevi di quanto accada con psicoterapie “classiche”. Se il paziente mostra una bassa tolleranza all’esposizione emotiva può rendersi necessario un percorso individuale o di gruppo preparatorio. Generalmente il percorso ISTDP si caratterizza per la brevità della durata a fronte di risultati di significativa trasformazione che perdurano anche a lungo termine. La ISTDP è un approccio psicoterapeutico che trova applicazione in tutti i disturbi psichici della sfera nevrotica, ma anche nei disturbi di personalità, oltre a essersi rivelata straordinariamente efficace nel trattamento non solo della somatizzazione ma anche di patologie psicosomatiche come cefalee, emicranie, fibromialgia, ipertensione, colon irritabile, dermatiti da stress e così via. Le sedute sono organizzate in blocchi di 2 o 3 ore consecutive con cadenza quindicinale o mensile al fine di consentire l’intensificazione e l’approfondimento del lavoro emotivo. Approfondimenti su ISTDP ISTDP Institute http://istdpinstitute.com/ The Centre for Emotions & Health...

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Mindfulness emozionale

Pubblicato di il Gen 20, 2013 in Psicoterapia | 0 commenti

Mindfulness è’ la traduzione inglese del termine “sati” proveniente dall’antica lingua orientale pali, che sta ad indicare una consapevolezza della mente e del cuore, una deliberata, non giudicante, attenzione al momento presente, intessuta di compassione, una pienezza del cuore.    E oggi  mindfulness è il termine che dà il nome ad una delle più recenti  tecniche meditative, che aiutano il benessere del corpo e dell’anima. Innanzitutto si impara che non è necessario ritirarsi in un monastero per meditare; si può farlo ovunque e in qualunque momento: la parola d’ordine è consapevolezza, mindfulness.   Per essere mindful, ovvero essere calati totalmente in ciò che si vive momento per momento, invece che star sempre altrove, rincorrendo pensieri e impegni successivi,  bisogna staccare il pilota automatico della mente, uscire dalla modalità del fare ed entrare in quella dell’essere. Basta concentrarsi sul proprio respiro e cominciare un viaggio alla scoperta di sè, osservando senza giudicare, ascoltando il corpo e accettando col cuore ciò che si è. Gli effetti positivi che questa pratica esercita su disturbi psichici come l’ansia e la depressione, ma anche su svariate patologie fisiche croniche, è ormai scientificamente comprovata: secondo uno studio canadese pubblicato nel dicembre 2010 su Archives of General Psychiatry la MBCT (Mindfulness Based Cognitive Therapy) è efficace quanto i farmaci tradizionali contro le ricadute delle crisi depressive e molte ricerche dimostrano che la mindfulness riduce lo stress e aiuta ad abbassare la pressione,migliora la funzionalità del sistema immunitario, le funzioni cardiocircolatorie e respiratorie, oltre che coadiuvare il trattamento di patologie autoimmuni, tumorali, reumatologiche, internistiche e ridurre il dolore (Kabat-Zinn et al 1994; Williams et al 2007). L’introduzione in campo medico della pratica della mindfulness si deve al Dottor Jon Kabat Zinn fondatore del  Mindfulness-based Stress Reduction program presso la Facoltà di Medicina dell’Università del Massachusetts. La mindfulness emozionale, come si può intuire dal nome, è una applicazione dei concetti della mindfulness alla dimensione dell’esperienza  emotiva. La Dott.ssa Erica Poli e il gruppo di lavoro che coordina hanno messo a punto un programma di mindfulness emozionale elaborato originalmente attraverso una sinergia di pratiche meditative e lavoro di riequilibrio emozionale. Il percorso si svolge in piccoli gruppi (da un minimo di 4 ad un massimo di 12 partecipanti) per favorire il miglior apprendimento delle svariate tecniche proposte e si snoda in pacchetti di 3,5 o 8 incontri. Il programma prende le mosse da tecniche di lavoro corporeo finalizzato ad insegnare come la chiave della consapevolezza delle emozioni stia nella esperienza corporea che ne facciamo e a mettere in condizione i partecipanti di riconoscere le manifestazioni fisiche delle diverse emozioni. L’obiettivo è di riuscire a fare spazio dentro di sé per le proprie sensazioni sciogliendo blocchi, difese e sentimenti inibitori come vergogna...

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EMDR

Pubblicato di il Gen 20, 2013 in Psicoterapia | 0 commenti

La Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i Movimenti Oculari (Eye Movements Desensitization and Reprocessing) è un approccio applicabile nell’ambito di qualsiasi percorso terapeutico per accedere e trattare i ricordi di esperienze traumatiche che possono variare, da traumi subiti nell’età infantile, ad eventi stressanti legati alle comuni esperienze di vita (lutti, malattie, conflitti familiari…), fino ad eventi stressanti cosiddetti maggiori o straordinari, quali disastri naturali o incidenti gravi, violenze, aggressioni. Le numerose ricerche condotte sull’utilizzo di questo metodo, evidenziano come, attraverso l’EMDR, si possa ottenere una ristrutturazione rapida dei ricordi traumatici e dunque una riduzione significativa dei sintomi ad essi collegati (incubi, flashbacks, pensieri intrusivi, stati di congelamento o viceversa di allerta emotiva).  Per questa ragione, l’EMDR, inizialmente utilizzato per il solo Disturbo Post-traumatico da stress, è oggi impiegato nell’ambito del trattamento anche di altri disturbi psicologici, là dove sia necessaria la rielaborazione di esperienze traumatiche. Questa metodologia si avvale della stimolazione di movimenti oculari saccadici o di altre forme di stimolazione alternata destro-sinistra, al fine di favorire la corretta comunicazione tra i due emisferi cerebrali basandosi sul naturale processo neurofisiologico della elaborazione delle informazioni nel nostro cervello. Quando avviene un evento traumatico, infatti, la carica emotiva ansiogena dello stesso fa’ sì che non vi sia il tempo necessario per una corretta elaborazione dell’esperienza, che resta dunque congelata, come un frammento sensoriale nella memoria emotiva e del corpo.Questo “grumo” sensoriale,( immagini, odori, suoni, sensazioni fisiche…), è racchiuso nelle reti neurali e non può essere integrato e continua dunque a essere rivissuto come tale e a ripresentarsi nei ricordi, negli incubi o condizionare lo stato emotivo in corrispondenza di situazioni che lo rievocano. I movimenti oculari ritmici stimolati congiuntamente alle immagini traumatiche, alle credenze negative ad esse associate e alle emozioni emergenti, permettono l’elaborazione dell’informazione rimasta congelata, che può dunque “viaggiare” verso la ristrutturazione ed essere finalmente integrata in un nuovo schema cognitivo ed emotivo...

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