a cura di Erica Poli   e Cristina Pezzoli  (Professoressa di Filosofia, Cultrice di Filosofie della Medicina)

La parola “filosofia” sembra contenere già in sè le due dimensioni di cui tratteremo.

Sophia (sapienza, conoscenza, scientificità) nella sua accezione classica sembra adattarsi di più alla medicina tradizionale, occidentale.

Philos (amore, aspirazione, tensione) sembra essere più attributo essenziale delle medicine olistiche, tipicamente le medicine orientali.

In realtà oggi la medicina occidentale in larga parte si sta accorgendo che non basta  sopprimere il sintomo per curare (il discorso è invece inoppugnabile quando si tratta di interventi chirurgici o di soccorsi d’urgenza), ma occorre scandagliarne le cause profonde tenendo presente l’unità di corpo, mente e spirito.

D’altra parte la medicina olistica, sempre più comprovata da elementi delle nuove teorie fisico-quantistiche,  punta ad un processo di autoguarigione dell’individuo, aiutandolo ad utilizzare le sue risorse innate e potenti attraverso un ineliminabile mutamento di coscienza per una riprogrammazione totale di se stesso. Ciò avviene con codici di interpretazione diversi da quello tradizionale del rapporto medico-paziente di tipo paternalistico che riflette una prospettiva parziale e trascura l’influenza degli aspetti funzionali, sociali, mentali ed emotivi della malattia.

La figura del guaritore è essenziale nel momento in cui interviene su tali aspetti correggendo abitudini ed emozioni negative.

Fatto salvo il potere dello spirito che non ammette intervento ma che è comunque sempre fattore di vita, le tecniche di correzione per la promozione della guarigione sono varie e spaziano dalla prevenzione con il cambiamento dello stile di vita, alla visualizzazione per riattivare risorse di cui non siamo più consapevoli, all’ipnosi e autoipnosi, alla meditazione e alle tecniche in movimento come lo yoga o il qi gong.

L’operatore  scende dal piedistallo dell’arroganza e collabora con l’innata saggezza del corpo favorendo le convinzioni che promuovono la salute, utilizza tecniche di condizionamento mentale per sincronizzare corpo e mente e riallineare conscio ed inconscio, di rimozione di blocchi mentali del passato, puntando anche a trasmutare l’effetto placebo cieco (utilizzato da sempre anche nella medicina tradizionale senza però assolutamente essere insignito di ufficialità) in effetto placebo consapevole (e quindi facente parte di un processo di auto guarigione).

Tests del sistema energetico sui meridiani e sui chakra (sistema regolatore di energia ancora più sottile) evidenziano che disfunzioni di tali sistemi portano a squilibri del sistema ormonale, biochimico, nervoso e cellulare. A differenza della millenarie medicine orientali (vedi ad esempio la medicina ajurvedica  che punta a curare la globalità dell’individuo in base ad archetipi, fototipi e caratteristiche particolari ed uniche di ogni singolo individuo a livello fisico-psichico) ecco perché, senza tutto quello di cui detto sopra,  anche le medicine cosiddette alternative (ex erbe, agopuntura, fisioterapia, ecc.) peccano dello stesso difetto della medicina tradizionale perché, pur con altri metodi, tendono però all’eliminazione solo della patologia (che poi quasi sempre si presenta nella stessa od in altre forme).

Il nostro benessere dipende da noi; da un lato noi stessi dobbiamo prendercene carico, dall’altro le scienze mediche dovrebbero cercare la collaborazione e il collegamento così da cominciare a guardare l’individuo da ogni angolazione, lavorando sulla settorialità se e quando necessario, ma procedendo poi a ricomporlo nella sua inscindibile unità per una guarigione a livello fisico, mentale e spirituale.

Oggi poi stiamo assistendo ad un passaggio da una medicina clinica ad una medicina energetica, di frequenze. Ricerche in tutto il mondo stanno dimostrando che esistono codici primi ed unici di ogni cosa composti di particolari frequenze, vibrazioni e ritmi che con speciali apparecchi possono essere trasportati da un oggetto ad un altro. Per ora siamo in grado di captare solo strutture di particolari frequenze di tipo ciclico ma nel futuro il campo si allargherà sempre di più.

Nei cristalli d’acqua i farmaci del futuro? Studi sull’acqua (per esempio in omoeopatia) hanno dimostrato che una fiala di farmaco inserita in un recipiente d’acqua cambia la composizione dell’acqua stessa che deviene così fotocopia del farmaco “acqua informata”, con le stesse proprietà curative dell’originale ma senza produrne gli effetti collaterali.

Già anni addietro furono compiuti esperimenti captando le frequenze di un albero di mele ed irradiando con queste un albero di pesche che dopo un certo periodo cominciò a produrre mele.

Da sempre (Egizi, pre-platonici, Platone, Aristotele, Campanella, Jung, ecc.) le teorie filosofico-psicologiche hanno parlato del mondo sensibile (cioè quello da noi percepito) come illusione, realtà virtuale. Cioè noi percepiamo la massa (materia aggregata) ma la realtà effettiva è ciò che sta tra gli spazi vuoti, tra una massa e l’altra, in cui esiste ciò che per noi è invisibile ma che costituisce la vera essenza nostra e dell’universo.

Occorre scoprire i codici programmatori delle cose: il DNA spiega il come ma non il perché. Ma il salto oramai è stato compiuto: ora gli sforzi di tutti e di ognuno  devono fare in modo che questo salto non sia nel vuoto ma che un lungo ponte unisca fisica, filosofia, medicina, alchimia, per portare la conoscenza verso dimensioni più sottili che cambieranno per sempre e radicalmente la nostra visione della vita.

Nei Vangeli il Cristo disse: “Voi siete in questo mondo ma non siete di questo mondo”, che decodificato ed interpretato collima con i concetti espressi del Sofismo, Taoismo, Islam, Buddismo, ecc.

Noi siamo esseri infiniti la cui vera natura ed essenza metafisica deve essere ricercata, capita, voluta e creduta.

 

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