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Erica Francesca Poli– Maurizio Grandi: Beethoven, Klimt e le cellule.

18 Febbraio 2020 @ 16:00 - 17:00

Partecipazione a “Interpretazione. Reti di relazioni generate da un’opera d’arte III edizione. sogni visioni utopie”

Quando: martedì 18 febbraio 2020

Dove:  Riva del Garda

Per informazioni e iscrizioni:

piero.venturini@conservatorio.tn.it

nuni.sacca@gmail.com

eventi.lett@unitn.it
tel. +39 3488302906

Erica Francesca POLI – Maurizio GRANDI (intervento congiunto).

Il titolo dell’intervento: Beethoven, Klimt e le cellule. La musicomedicina di risonanza: musica di unione e musica di separazione tra società e biologia

Scolpire un suono, dipingere un ritmo e una melodia come dare vita ad un organismo.
A 250 anni dalla nascita di Beethoven, la sua Terza, la sua Quinta e la sua Nona risultano essere musica che cura, più di ogni altra, quelle cellule che hanno fatto secessione dall’armonia dell’ensemble.

Quelle cellule neoplastiche sanno ancora ascoltare la musica di Beethoven, qualcosa che sembra ricordare loro, meglio di qualsiasi altra, l’armonia perduta da cui provengono.

In quel Palazzo viennese che, sincronicitá docet, della Secessione porta il nome, il Fregio in triplice veste di Klimt, continua a suonare in immagini la Nona che lo ispira, a dispetto del disappunto scandalizzato che lo accolse e della nascita segnata dal presagio della sua distruzione dopo l’Esposizione, per la quale venne dipinto direttamente sulla parete.

Invece è ancora lì a mostrare la saga alchemica dell’anelito alla felicità, lo stesso che guida i gameti al concepimento e le cellule alla sinfonia, nel suo scontrarsi con le forze ostili e nel superare la trasmutazione sino a tornare inno alla gioia.

Macrocosmo e microcosmo: quel che accade alle società di uomini accade alle società di cellule. Ed é una questione di musica, in sinfonia o in scissione, in viaggio ancora verso quell’uno che è armonia.
Era già di Pitagora l’intuizione che l’organismo funzioni secondo una precisa armonia che oggi la Medicina dimostra scientificamente e la Etnomedicina conosce da sempre attraverso studio di culture ancestrali, nei boschi come nelle foreste, dove si riconosce il principio unitario che soggiace a tutte le forme di vita, il principio della legge di armonia della natura.

Il microcosmo della musica è il migliore strumento atto alla comprensione e al riconoscimento delle leggi di armonia. I moderni cronobiologi hanno dimostrato che la salute di un uomo si altera quando l’ordine armonico naturale del sistema biologico viene disturbato. Suona ancora Beethoven: una sinfonia, dalla scissione per tornare all’uno, diretta in questo tempo dal Maestro Muti per una Europa senza muri e frontiere, per il Mondo intero. La Terza, composta per Napoleone che cavalcava la nuova Europa, la Nona, inno europeo di un’Europa che non esiste ancora: viaggio alchemico attraverso la contrapposizione atemporale tra bene e male, fino alla celebrazione dell’amore e dell’abnegazione che possono redimere l’uomo. Ecco il cavaliere e la poesia in viaggio verso Eros. Malattia come assenza di Eros, perdita dell’Unione … musica come ispirazione per una guarigione che sia nuova armonizzazione, dove Amore unisca i fili, i dialoghi elettromagnetici e recettoriali. Medicina di risonanza, musica che cura e riconduce l’organismo alla salute, che non è replicazione indistinta di sè, al pari della indistinta proliferazione di cellule, ma viaggio di suono e di senso, di cellule, persone e società, nell’appartenenza al grande affresco del tutto.

Parole chiave: musica, medicina, società, biologia, Beethoven, Klimt

Dettagli

Data:
18 Febbraio 2020
Ora:
16:00 - 17:00
Categoria Evento:

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